Fruitbook Magazine 10/06/16

Goji Capo e Oh Sole: è italiana la più grande coltivazione di goji in Europa on 10 giugno, 2016 Dalla condivisione del consolidato know-how e della pregiata selezione di piante e di semi, il gruppo Favella (CS) e l’azienda agricola Capodaglio (PD) danno vita a un progetto d’eccellenza comune per la produzione di goji fresco italiano. La varietà è il Lycium Barbarum, naturalmente predisposta e acclimatata al suolo mediterraneo. Su 35 ettari dedicati, dalla Piana di Sibari ai Colli Euganei, si contano ad oggi oltre 60 mila piante. E sono in assortimento anche numerosi prodotti naturali ottenuti dalla trasformazione delle bacche fresche Dalla Redazione Goji Berry Peter McDermottDal Veneto alla Calabria, il goji italiano è coltivato su 35 ettari dalle due aziende partner La coltivazione di goji sta diventando una passione che percorre l’Italia, dalla Piana di Sibari ai Colli Euganei. Abbiamo già parlato di recente (leggi qui) di come diverse realtà ortofrutticole del Sud abbiano da qualche anno scommesso nella coltivazione a regime biologico del pregiato Lycium Barbarum, il superfood miracoloso la cui bacca è coltivata esclusivamente in Italia, naturalmente predisposta e acclimatata al suolo mediterraneo. goji-prodottoOggi due aziende uniscono esperienze e know how per dare forma alla più estesa coltivazione di goji in Europa. Stiamo parlando dell’azienda agricola Favella di Corigliano Calabro (CS) – già eccellenza italiana nelle coltivazioni orticole, di funghi e nell’allevamento di bufale – che da oltre cinque anni si dedica allo studio della pianta e delle sue proprietà, affermandosi poi nel 2013 come la prima realtà nel Vecchio Continente a coltivare e distribuire con il marchio Oh Sole le bacche fresche di goji Lycium Barbarum. L’azienda, condotta dal padovano Nicola Rizzo e dal figlio Nicolò, ha stretto una partnership con gli amici dell’azienda agricola Capodaglio (PD), dando vita al marchio Goji Capo e a un progetto d’eccellenza comune per la produzione di piante e frutti di Goji Lycium Barbarum: si parla di oltre 60 mila piante e 35 ettari dedicati. In un’Europa invasa dal prodotto essiccato di origine cinese, che (anche se non tutti ancora lo sanno) è spesso un concentrato di pesticidi, come abbiamo già spiegato nell’articolo sopra citato, due aziende italianissime di lunga tradizione agricola hanno sviluppato un progetto di coltivazione sostenibile e distribuzione del frutto di goji fresco – selezionato all’origine e raccolto a mano, senza l’utilizzo di pesticidi – arricchito anche da una proposta esclusiva di trasformati a base di questa bacca. L’azienda agricola Capodaglio ha scelto di adottare un metodo agronomico di coltivazione del goji capace di valere oltre il sistema e le modalità del biologico tradizionale: il metodo Organic Forest di Michel Barbaud, che esclude l’utilizzo di qualsiasi prodotto chimico di sintesi e promuove il rispetto per gli ecosistemi naturali, le biodiversità genetiche e i cicli biologici in seno ai sistemi agrari. COPPIA CONFETTURE NO OMBRAPer quale motivo solo da pochi anni si sono diffuse le bacche di goji in Europa, prima sconosciute? La domanda sorge spontanea. Il motivo – spiegano le due aziende in una nota ufficiale – è che fino al 2012 i controlli effettuati sugli alimenti di origine cinese evidenziavano un contenuto di sostanze nocive e residui di pesticidi a livelli talmente allarmanti da comportare il divieto di importazione in Europa di vari frutti, tra cui le bacche di goji appunto. Solo negli anni recenti è stata consentita l’importazione del prodotto essiccato. Ecco perché questi super frutti definiti “bacche della felicità e longevità”, sorprendenti concentrati di sostanze nutrienti, antiossidanti, antinfiammatorie e molto altro ancora, sono oggi comunemente diffusi in Europa come preziose risorse per la nostra salute e il nostro benessere, anche grazie alla scelta e all’impegno dei produttori italiani di favorire un’agricoltura sostenibile e naturale. La curiosità? Le bacche fresche Goji Capo e Oh Sole debutteranno non solo a tavola, ma anche sul grande schermo nel film “Quel Bravo Ragazzo”, brillante commedia diretta da Enrico Lando ambientata in Sicilia, in uscita il prossimo autunno.