Fruitbook Magazine 19/07/16

Goji Capo sbarca in Eataly. E da agosto arrivano confettura e il “puro” succo

“La nostra ultima sfida? Entrare nella Gdo di fascia alta”. Oggi ci sono arrivati, con Eataly, che a partire da giugno distribuisce le bacche fresche di Goji Capo, prodotte dall’azienda padovana Capodaglio, che ai piedi dei colli Euganei ha 15 ettari destinati a questo super food dalle proprietà nutraceutiche uniche. Anche il packaging è esclusivo, e studiato apposta per comunicare i valori veicolati da questo prodotto di nicchia: eco-sostenibilità, italianità, biodiversità, benessere e qualità assoluta. La prossima novità? “Ad agosto arrivano la confettura extra e il succo di goji, 100% dal frutto fresco”

 

di Carlotta Benini

 

goji capo

La linea esclusiva Goji Capo dell’azienda Capodaglio: da agosto arrivano anche i trasformati

Vi abbiamo già parlato in un altro articolo dell’arrivo per la prima volta sul mercato del goji italiano e della più grande coltivazione di bacche in Europa (leggi qui): è dell’azienda agricola Capodaglio di Due Carrare (PD), che insieme a un’altra storica realtà del Sud Italia, il Gruppo Favella di Corigliano Calabro (CS), ha dato vita al progetto più ambizioso nel Vecchio Continente dedicato a questa coltivazione originaria della Cina. Insieme le due aziende oggi hanno 35 ettari di goji: 15 sono in Veneto, ai piedi dei Colli Euganei, gli altri in Calabria, nella piana di Sibari. Sono state le prime realtà in Italia a scommettere su questo prodotto, differenziandolo dalle bacche provenienti dalla Cina, disponibili solo in forma disidratata o trasformate e che spesso – a dispetto di quello che le etichette invitano a pensare – presentano residui di fitofarmaci. L’azienda agricola Favella, nello specifico, è stata la prima nel nostro Paese a iniziare la sperimentazione e la selezione delle piante, fin dal 2008.

 

Imprenditorialità, dinamismo e idee innovative: non a caso dietro al progetto c’è un giovane imprenditore, il ventinovenne padovano Riccardo Capodaglio, che ha lanciato il brand Goji Capo.

 

goji capo cop

Il packaging delle bacche fresche

Il ‘Lycium Barbarum’, così si chiama la cultivar italiana, è acclimatato alle temperature mediterranee. “Ma si adatta molto bene anche al clima più continentale delle nostre colline, freddo in inverno e caldo in estate – esordisce Nicola Donola, direttore commerciale di Goji Capo – La pianta, infatti, ha bisogno di un riposo vegetativo”.

 

I metodi di coltivazione sono assolutamente rivoluzionari: questa bacca della famiglia delle solanacee viene prodotta secondo il metodo Organic Forest di Michel Barbaud, che esclude l’utilizzo di qualsiasi prodotto chimico di sintesi. “Siamo oltre la biodinamica – precisa Donola – nemmeno il letame è ammesso in campo. Il prodotto viene trattato con prodotti naturali al 100%, come macerati di erbe”.

 

A rafforzare l’impegno green, l’azienda adotta anche altri metodi a impatto zero per l’ambiente e a tutela della biodiversità, come l’impiego di trifoglio nano, disinfestante naturale contro parassiti e piante indesiderabili, e utile per fissare l’azoto presente nell’aria senza l’utilizzo di alcuna sostanza chimica, a beneficio del terreno. Inoltre i fiori di trifoglio attirano le api, fondamentali per impollinare i fiori delle piante di goji e portare alla nascita dei frutti rossi. L’azienda ha favorito la presenza di questi preziosi insetti sui propri suoli anche con il posizionamento di apposite arnie. Ne deriva un altro prodotto esclusivo: il miele puro di goji, ottenuto dalla trasformazione del nettare dei fiori di questa strepitosa pianta.

 

“Con il Gruppo Favella, nostro partner in questo progetto pionieristico, ci siamo spartiti il mercato – spiega il direttore commerciale di Goji Capo a proposito della distribuzione del prodotto – Loro coprono principalmente il Centro-Sud, e sono presenti con le bacche fresche, commercializzate con il brand Oh Sole, anche in alcune catene della Gdo. Noi riforniamo il Nord, con una rete di punti vendita altamente selezionati (l’elenco è disponibile online, ndr), adatti a valorizzare un prodotto di alta gamma come il nostro”. 

 

Da giugno Goji Capo è sbarcato anche nei punti vendita Eataly di Torino Lingotto e Via Lagrange, Milano Smeraldo e San Babila, Genova, Piacenza e Pinerolo. “La catena di Oscar Farinetti è la realtà ideale per promuovere il nostro prodotto: essendo ancora un’assoluta novità, è necessaria un’importante comunicazione e un’idonea valorizzazione nel punto vendita. Eataly è unica in questo, è sempre in cerca dell’innovazione, con un’attenzione particolare alla funzione educativa nei confronti del consumatore”.

 

goji succo

Pe produrre 100 ml di succo si usano 150 g di bacche

Con la stessa filosofia è stato studiato il packaging delle bacche fresche, in cartone e pellicola derivata da mais, compostabile e differenziabile nell’umido. “Niente cestino di plastica per i nostri piccoli frutti, anche in questo abbiamo voluto differenziarci e sottolineare il nostro impegno nei confronti dell’ambiente e della biodiversità”, è il commento dell’azienda.

 

La prossima novità? “Da agosto saremo sul mercato anche con il prodotto trasformato: – conclude Nicola Donola – la confettura extra e il succo di goji, provenienti esclusivamente dal frutto fresco, raccolto e affidato a una lavorazione d’eccellenza” (si impiegano 130 grammi di bacche fresche per la realizzazione di 100 g di confettura extra di goji e 150 grammi di bacche fresche per la realizzazione di 100 g di puro succo).

 

Sul sito di Goji Capo si possono trovare anche golose ricette e consigli su come utilizzare in cucina questi frutti, potenti integratori con proprietà antiossidanti e anti aging, considerati uno degli alimenti naturali più nutrienti e ricchi di proprietà benefiche per il nostro organismo.

 

Copyright: Fruitbook Magazine

http://www.fruitbookmagazine.it/goji-capo-sbarca-in-eataly-e-da-agosto-arrivano-la-confettura-extra-e-il-succo/​